Un’arma per sconfiggere il Melanoma
Dottor Carlo Enrico Urbani
Negli ultimi tempi lo sviluppo di nuove metodologie e tecnologie, come la dermoscopia, ha permesso la diagnosi del melanoma nelle sue primissime fasi.
La valutazione dermoscopica delle neoformazioni pigmentate (colorate) della pelle costituisce dunque una fondamentale integrazione non invasiva dell’esame clinico specialistico dermatologico.
Dopo aver compiuto una prima valutazione “ad occhio nudo” dell’intera superficie corporea il dermatologo applica il gel ( quello comunemente usato per le indagini ecografiche ) sulle lesioni cutanee e le esamina con il dermoscopio: la cosiddetta “Mappatura dei nei”.
Questo strumento è un microscopio dotato di LED illuminati che permette di integrarle di 10 volte e di osservare e di interpretare le caratteristiche morfologiche ( forma, grandezza ) e strutturali che costituiscono quella determinata lesione pigmentata, permettendo così di differenziare precocemente le neoformazioni maligne da quelle benigne.
Un ritardo nella diagnosi del melanoma conduce ad esiti fatali se consideriamo la crescita progressiva di questo tumore:
- 0.12 mm al mese per le forme a diffusione superficiale ( quelle “a macchia d’olio” )
- 0.49 mm al mese per le forme di tipo nodulare ( quelle già in rilievo all’esordio )
L’utilizzo della dermoscopia – rispetto al solo esame clinico – permette di incrementare l’accuratezza diagnostica del melanoma nel suo iniziale sviluppo fino al 27% dei casi.
Attraverso la diagnosi precoce e l’asportazione completa si può dunque migliorare la prognosi, ridurre la necessità di scissioni più radicali ed estese migliorando la qualità della vita del paziente.
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